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Un potente racconto visivo che conferma l’urgenza di una sfida ambientale senza precedenti, immortalando la bellezza effimera di un colosso di ghiaccio destinato a scomparire. Un toccante ritratto che mostra il ghiacciaio in questo momento specifico: i suoi ultimi giorni.
Michele Gusmeri ha utilizzato una fotocamera analogica di grande formato 8 x 10”, impiegando la tecnica del negativo su carta esposto attraverso antiche lenti fotografiche. Queste attrezzature e queste tecniche particolari sono state ricercate dal fotografo nel corso degli anni per conferire un aspetto unico ed inconfondibile ai ritratti, eseguiti tipicamente in studio.
I negativi sono stati sviluppati en plein air, direttamente sul ghiacciaio dell’Adamello. A questo scopo la spedizione ha dovuto trasportare in loco e riportare a valle non solo l’importante attrezzatura fotografica necessaria ma anche quella di sviluppo chimico (incluse bacinelle, chimici, tank, pinze, luci rosse, acqua e una tenda-camera oscura portatile).
L’idea di fotografare il ghiacciaio con una tecnica così impegnativa come quella del Grande formato analogico è sfidante e – nell’era delle piattaforme social – quasi provocatoria. Il pensiero che lenti nate da mani artigiane tra metà Ottocento e primi Novecento possano essere oggi testimoni di un momento così epocale induce a riflettere sulla rapidità del cambiamento in atto: ciò che sembrava eterno alcuni secoli fa (briciole di tempo per la storia geologica) appare oggi sull’ineluttabile discesa accelerata di
un ripido piano inclinato.
Il risultato di questo percorso rappresenterà visivamente quella che oggi è sicuramente una delle sfide più importanti per il genere umano: la necessità di preservare, per le future generazioni, le regioni di alta quota che custodiscono una parte essenziale delle riserve idriche del pianeta.
Un progetto di CAI Alpino Italiano – Sezione di Brescia
Fotografie di Michele Gusmeri
Ideatore del progetto e curatore grafico Walter Almici
Video di Paolo Guarneri e Matteo Sandrini – Ant°dea